Intervista… Doppia!

Intervista… Doppia!

Musei e giovani a confronto

Musei

MUSEO GALILEO

Il giovane vincitore del Bando è arrivato da qualche mese al Museo. Quale opera (una sola) hai scelto per farlo
innamorare di te?

Il Museo Galileo ospita una delle raccolte di strumenti scientifici più rilevanti al mondo, testimonianza materiale dell’importanza attribuita alla scienza dagli esponenti delle dinastie medicea e lorenese. Particolare rilevanza assumono i due cannocchiali originali di Galileo giunti fino a noi e la maestosa sfera armillare costruita dal Santucci nel 1593.

Scegli anche un luogo (una sala, corridoio, finestra, giardino, terrazza, bookshop) dove tutti si dovrebbero fermare durante la visita al Museo per capirne l’essenza.

Il cuore del Museo Galileo è la sala dedicata allo scienziato toscano, dove sono esposti gli unici due cannocchiali pervenutici, la lente obiettiva del cannocchiale col quale osservò nel 1610 i satelliti di Giove e il compasso geometrico e militare che mise a punto a Padova. Nella sala si osservano inoltre il busto a lui dedicato e alcune reliquie del Galileo santo laico della scienza.

Giovani

BIANCA CINELLI

Hai iniziato da qualche mese il tuo percorso all’interno del Museo. Come sta andando? Raccontaci le tue prime impressioni… 

Il mio percorso all’interno del Museo Galileo si è rivelato un percorso pieno di stimoli, durante il quale, oltre a svolgere ricerche sul pubblico del museo, sono stata coinvolta in una molteplicità di attività di vario genere. E’ stata un’occasione di scambio reciproco, durante il quale ho potuto sviluppare molte competenze e mettere a frutto le mie conoscenze.

Scatta una sola istantanea che ci racconti il Museo (opera, allestimento, punto di vista etc..) e spiegaci il perchè della tua scelta.

Ho scelto di presentare questa foto perché la ritengo rappresentativa del Museo Galileo e della sua filosofia. Principali missioni del museo sono, infatti, la trasmissione della conoscenza e dell’interesse per la storia della scienza, soprattutto nelle giovani generazioni.

Musei

MUSEO STIBBERT

Il giovane vincitore del Bando è arrivato da qualche mese al Museo. Quale opera (una sola) hai scelto per farlo
innamorare di te?

Difficile scegliere un’unica opera in un museo come lo Stibbert, dotato di collezioni ricche e varie, allestite in ambienti fortemente suggestivi. Tra tutte la più affascinante è una Madonna col bambino, dell’inizio del XVI secolo, attribuita a Sandro Botticelli; parte della ricca quadreria, grazie al forte potere comunicativo dell’illustre autore, può stimolare la divulgazione dei contenuti museali.

Scegli anche un luogo (una sala, corridoio, finestra, giardino, terrazza, bookshop) dove tutti si dovrebbero fermare durante la visita al Museo per capirne l’essenza.

La Sala della Cavalcata, ambiente monumentale con volte a crociera, decorato in stile neo fiorentino, con la sfilata di dodici cavalieri è il luogo più spettacolare e più noto del museo che strappa al visitatore un moto di stupore e meraviglia. Stibbert vi lavorò assiduamente per creare un grandioso effetto scenografico, illustrare le armi come qualcosa di vivo e riportare l’osservatore indietro nel tempo.

Giovani

ELENA JANNIELLO

Hai iniziato da qualche mese il tuo percorso all’interno del Museo. Come sta andando? Raccontaci le tue prime impressioni… 

Conoscevo il Museo Stibbert da quando ero piccola: mi ci portava sempre mio nonno per vedere i cavalieri. Tornare qui ha fatto riaffiorare tanti ricordi… Poter fare qualcosa per migliorare questo luogo da favola mi ha riempito di entusiasmo e passione! Lo Stibbert è un museo che ha tante storie da raccontare! Mio nonno sarebbe stato orgoglioso di me!

Scatta una sola istantanea che ci racconti il Museo (opera, allestimento, punto di vista etc..) e spiegaci il perchè della tua scelta.

Tutto gira intorno a una persona geniale quanto pazza, piena di passioni proprio come me: Frederick Stibbert amava la storia, amava il bello, amava collezionare, amava creare collegamenti inediti. L’accumulo dei suoi pezzi fa salire una vertigine, fa provare un brivido, ma è piacevole! Mi sarebbe piaciuto davvero tanto conoscere Frederick!

Musei

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI FIRENZE

Il giovane vincitore del Bando è arrivato da qualche mese al Museo. Quale opera (una sola) hai scelto per farlo
innamorare di te?

La statua bronzea detta “Idolino di Pesaro”, opera romana ispirata ad originali greci del V sec. a.C. e posta su una complessa base rinascimentale, che raffigura un fanciullo nell’atto di reggere lucerne per illuminare i banchetti serali della nobile famiglia pesarese degli Aufidii Victorini. Esposta nel bellissimo corridoio di Pietro Leopoldo.

Scegli anche un luogo (una sala, corridoio, finestra, giardino, terrazza, bookshop) dove tutti si dovrebbero fermare durante la visita al Museo per capirne l’essenza.

La “Loggia” del piano nobile del Palazzo della Crocetta, punto focale del Muso da cui è possibile ammirare dall’alto il “Giardino Ameno”, con le tombe etrusche ricostruite, avendo alle spalle alcuni dei capolavori maggiori dell’esposizione, come la Mater Matuta, la Chimera, l’Arringatore e l’affascinante allestimento originario (1880) della Sezione Egizia.

Giovani

MATTIA ROSSI

Hai iniziato da qualche mese il tuo percorso all’interno del Museo. Come sta andando? Raccontaci le tue prime impressioni… 

La sfida per adattare il progetto alle dinamiche di un museo statale non autonomo è estremamente stimolante. L’incertezza della situazione amministrativa e politica si riflette nella necessità di un’estrema duttilità delle idee, sopratutto se si vuole lasciare qualcosa di concreto al Museo.

Scatta una sola istantanea che ci racconti il Museo (opera, allestimento, punto di vista etc..) e spiegaci il perchè della tua scelta.

La foto ritrae la Chimera, reperto più famoso delle collezioni e simbolo del Museo stesso, ma anche gli affreschi settecenteschi della volta. Questa foto ben rappresenta l’esclusività di un luogo in cui palazzo e giardino fanno da prezioso scrigno e contrappunto a collezioni archeologiche da record.

Musei

MUSEO CIVICO ARCHEOLOGICO “ISIDORO FALCHI” DI VETULONIA

Il giovane vincitore del Bando è arrivato da qualche mese al Museo. Quale opera (una sola) hai scelto per farlo
innamorare di te?

Per catturare l’attenzione di un’archeologa classica, quale migliore opera se non le lastre in terracotta raffiguranti il mito di Medea? Queste decoravano la corte interna porticata di una domus nel quartiere di Poggiarello Renzetti; il richiamo al mitico viaggio degli Argonauti, alle cui peregrinazioni sarebbe connessa la stessa fondazione di Vetulonia, giustificherebbe la scelta di questo mito per la decorazione di una casa privata.

Scegli anche un luogo (una sala, corridoio, finestra, giardino, terrazza, bookshop) dove tutti si dovrebbero fermare durante la visita al Museo per capirne l’essenza.

Il Museo dalla nascita ha mirato al raggiungimento dell’accessibilità sia intellettuale che fisica. A testimonianza di ciò c’è la sala della didattica accessibile fisicamente con la sua piccola ma preziosa biblioteca. All’interno è possibile consultare testi scientifici, toccare reperti archeologici autentici concessi dalla Soprintendenza per attività didattiche e, infine, riproduzioni frutto di attività di archeologia sperimentale.

Giovani

LUISA ZITO

Hai iniziato da qualche mese il tuo percorso all’interno del Museo. Come sta andando? Raccontaci le tue prime impressioni… 

Conoscevo già, per questioni legate ai miei studi universitari, il Museo di Vetulonia; l’aspetto scientifico è stato per me una conferma. Graditissima sorpresa invece è stata l’accoglienza calorosa riservatami sia dal personale, che mi ha accolta a braccia aperte e che è stato estremamente collaborativo, che dall’intera Comunità, nel cui tessuto sociale il Museo è perfettamente inserito.

Scatta una sola istantanea che ci racconti il Museo (opera, allestimento, punto di vista etc..) e spiegaci il perchè della tua scelta.

Il Museo di Vetulonia è talmente ricco di reperti bellissimi che sceglierne solo uno sarebbe riduttivo! Ho deciso quindi di soffermarmi sull’ingresso. Racchiude molteplici significati: è insieme punto di partenza e termine della visita, è il primo fra i luoghi del museo con il quale i visitatori entrano in contatto, è accoglienza e comunicazione. Ed è bellissimo scrutare i volti dei visitatori e leggervi trepidante entusiasmo all’entrata e appagamento per l’esperienza all’uscita!

Musei

ECOMUSEO DEL CASENTINO

Il giovane vincitore del Bando è arrivato da qualche mese al Museo. Quale opera (una sola) hai scelto per farlo
innamorare di te?

Non un’opera ma un “tesoro vivente”: le sapienti mani di un artigiano del legno del paese di Moggiona. Saperi che resistono, strategie di trasmissione da ricercare…

Scegli anche un luogo (una sala, corridoio, finestra, giardino, terrazza, bookshop) dove tutti si dovrebbero fermare durante la visita al Museo per capirne l’essenza.

L’immagine del castello di Poppi, riferimento visivo per i turisti e luogo simbolo per tutti i Casentinesi. Il particolare punto di vista dal quale è stata scattata la foto vuole essere un invito ad indagare e fruire il patrimonio culturale casentinese anche nei suoi aspetti meno conosciuti ed inconsueti.

Giovani

RITA DUINA

Hai iniziato da qualche mese il tuo percorso all’interno del Museo. Come sta andando? Raccontaci le tue prime impressioni… 

Arrivare all’Ecomuseo è stato l’inizio di un viaggio sorprendente. Dal primo giorno ad oggi ho imparato sempre qualcosa di nuovo, dal punto di vista professionale e umano. Il Casentino, così ricco di cultura e accoglienza, gestito da una serie di istituzioni di valore, mi ha stupita e stimolata.

Scatta una sola istantanea che ci racconti il Museo (opera, allestimento, punto di vista etc..) e spiegaci il perchè della tua scelta.

Ho scelto questa foto, scattata all’Ecomuseo della Castagna, perché racconta la bellezza delle piccole cose, della tradizione, della nostalgia, ma anche della contemporaneità del bisogno di identità legata al proprio territorio che caratterizza molti Casentinesi. L’Ecomuseo è tutto questo.

Musei

CASA MASACCIO

Il giovane vincitore del Bando è arrivato da qualche mese al Museo. Quale opera (una sola) hai scelto per farlo

innamorare di te?

Non un’opera bensì un’installazione realizzata per il Premio Masaccio. Gianni Pettena e il Gruppo Ufo nel 1968 hanno rivoluzionano San Giovanni Valdarno, chiudendo i loggiati di Palazzo D’Arnolfo con pannelli a larghe strisce oblique nere e argento, creando uno spazio adibito alla mostra che non concedesse rapporti con la struttura rinascimentale. La memoria ed il futuro convivono dentro e fuori Casa Masaccio.

Scegli anche un luogo (una sala, corridoio, finestra, giardino, terrazza, bookshop) dove tutti si dovrebbero fermare durante la visita al Museo per capirne l’essenza.

L’entrata di Casa Masaccio, dove Rinascimento ed arte contemporanea vanno a braccetto. In quella che fu la casa di colui che rivoluzionò la pittura rinascimentale, oggi si esplorano le emergenze delle arti contemporanee indagando i percorsi e le ricerche più originali attraverso attività espositive, conferenze, workshop, rassegne cinematografiche e concerti.

Giovani

GAIA FATTORINI

Hai iniziato da qualche mese il tuo percorso all’interno del Museo. Come sta andando? Raccontaci le tue prime impressioni… 

Lavorare dentro un museo in Italia, anzi in Toscana, è un’esperienza che ogni persona dovrebbe provare. Non solo per essere circondato da storia e bellezza, ma per rendersi conto di tutto quello che potremmo fare e non facciamo. Ma che se non vogliamo sprecare tutto questo, prima o poi dovremmo cominciare a fare.

Scatta una sola istantanea che ci racconti il Museo (opera, allestimento, punto di vista etc..) e spiegaci il perchè della tua scelta.

Entro dipinta gabbia è stata la prima mostra che ho visto prendere vita da quando sono arrivata a Casa Masaccio. Trasformare la casa della più grande rockstar della pittura rinascimentale in un centro di arte contemporanea è un’impresa che si può fare solo in un paese di visionari, che pensano che il Rinascimento non dovrebbe finire mai. Così ho capito di essere finita nel posto giusto.

Musei

GALLERIE DEGLI UFFIZI 

Il giovane vincitore del Bando è arrivato da qualche mese al Museo. Quale opera (una sola) hai scelto per farlo innamorare di te?

Fra i grandi capolavori degli Uffizi, un dipinto del Cinquecento di Mariotto Albertinelli “La visitazione” è quello scelto perché emoziona e parla di sentimenti universali con grande semplicità. Raffigura l’incontro biblico fra Maria e sua cugina, Sant’ Elisabetta: è l’abbraccio fra due donne in cinta che si compie con grande intensità e meraviglia.

Scegli anche un luogo (una sala, corridoio, finestra, giardino, terrazza, bookshop) dove tutti si dovrebbero fermare durante la visita al Museo per capirne l’essenza.

Anche se per tutto il mondo la pinacoteca è il vero centro di interesse degli Uffizi, è Il secondo corridoio con i suoi affacci sulla città e sull’Arno che riesce sempre a rapire ed emozionare i visitatori per il suo indiscusso fascino, con la sua luce che muta nell’arco del giorno, per i riflessi dell’acqua che si proiettano sugli affreschi del soffitto. Uno spettacolo fino a sera quando il museo abbassa le sue luci e la città si accende.

Giovani

COSTANZA CARDULLO

Hai iniziato da qualche mese il tuo percorso all’interno del Museo. Come sta andando? Raccontaci le tue prime impressioni… 

In questi mesi ho vissuto una bellissima esperienza agli Uffizi. Sono entrata subito in sintonia con lo staff del museo e insieme siamo riusciti a raggiungere gli obiettivi prefissati. Il progetto e il museo, con le sue indescrivibili meraviglie, arricchiscono ogni giorno le mie conoscenze.

Scatta una sola istantanea che ci racconti il Museo (opera, allestimento, punto di vista etc..) e spiegaci il perchè della tua scelta.

Questa foto è molto significativa e comunica l’essenza del nostro progetto. È il museo che coinvolge, accoglie, meraviglia, ascolta, e incuriosisce creando opportunità di scambio e confronto tra culture diverse.

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